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Art. 18 Riforma del lavoro


Tema dei licenziamenti

L’Art. 18 è uno dei 38 articoli che costituisce lo Statuto dei lavoratori, ossia la legge n. 300 del 20 maggio 1970, riguardo le"Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell’attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento".
Nello specifico, l’Art. 18 tratta il tema dei licenziamenti, ovvero la fondatezza o meno delle ragioni che spingono i datori di lavoro al licenziamento dei propri dipendenti.
Se in precedenza essi avevano il quasi totale potere decisionale nell’affrontare la questione, grazie a questa delibera, un imprenditore di un’azienda con più di 15 dipendenti è obbligato a reintegrare al lavoro il dipendente che è stato licenziato per ingiusta causa.
Con l’espressione ’ingiusta causa’ si intendono tutti quei motivi non direttamente correlati all’incarico e alle prestazioni effettive del lavoratore, fatti in cui viene messo in discussione il rapporto fiduciario tra prestatore e dipendente, piuttosto che la chiusura dell’azienda o di parte di essa. Casi più classici di licenziamenti per ’ingiusta causa’ sono invece quei licenziamenti dovuti a motivi discriminatori, quali per esempio l’appartenenza a partiti politici, gruppi etnici, religiosi, o per motivi sessisti.
A tali circostanze segue, secondo l’Art. 18, la reintegra nel posto di lavoro del licenziato, oppure un indennizzo economico pari a quindici mensilità.
Riesce facile, dunque, capire quanto questo articolo sia importante e fondamentale per i diritti dei lavoratori, che ovviamente, in questo periodo di crisi, governi tecnici e imminenti riforme del lavoro, avvertono incombente la pressione dei licenziamenti di massa.
Con la proposta del ministro Fornero sulla riforma del lavoro, e in particolare la revisione del suddetto Art. 18, al lavoratore ’vittima’ di licenziamento considerato ingiusto, verrà negato il diritto alla reintegra sul posto di lavoro, godrà quindi solo del diritto all’indennizzo di un determinato numero di mensilità.
Il licenziamento a causa di motivi discriminatori, in linea teorica, non dovrebbe essere ’toccato’ da tale revisione dell’Art. 18, ma in effetti risulta difficile, talvolta, stabilire con precisione quando si tratta di causa ingiusta o meno, perché tali motivi possono celarsi dietro altre giustificazioni più plausibili.
Verranno inoltre rivisitate alcune tipologie contrattuali, quali l’apprendistato e i contratti a progetto, e soprattutto la revisione degli ammortizzatori sociali che attualmente garantiscono al licenziato il diritto di indennizzo in mobilità che vale per i licenziamenti collettivi.


In effetti, questa nuova riforma andrà a toccare punti cardine dello Statuto dei Lavoratori, non c’è da meravigliarsi, quindi, se i lavoratori italiani si sentano minacciati da queste proposte che a loro parere aumenteranno il fenomeno del precariato e sicuramente la mancanza di quelle sicurezze fondamentali su cui dovrebbe basarsi la vita di un cittadino.


Autore: MIchele Macagnino

Data de inserimento: 26/03/2012
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